Venue
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Teatro Grande
Corso Giuseppe Zanardelli, 9/A - 25121 Brescia BS
Palazzo Calini ai Fiumi
Via delle Battaglie, 58 - 25122 Brescia BS
Museo Diocesano
Via Gasparo da Salò, 13 - 25122 Brescia BS
Chiesa di San Cristo
Via Giovanni Piamarta, 9 - 25121 Brescia BS
Cantina Contadi Castaldi
Via Colzano 32 - 25030 Adro BS
Teatro Grande
Palazzo Calini ai Fiumi
Museo Diocesano
Chiesa di San Cristo
Cantina Contadi Castaldi
Come raggiungerci
In aereo
Gli aeroporti più vicini sono:
- Orio al Serio (Bergamo – BGY), a circa 50 km da Brescia,
- Verona Villafranca (VRN), a circa 60 km,
- Milano Linate (LIN), a circa 100 km.
Da tutti gli aeroporti partono navette e treni diretti verso Brescia. L’aeroporto di Orio al Serio offre collegamenti frequenti con autobus (Autostradale, FlixBus) che raggiungono la città in circa un’ora.
In treno
La stazione ferroviaria di Brescia è servita da treni regionali, Intercity e ad alta velocità provenienti da Milano, Verona, Venezia e le principali città italiane. Una volta arrivati in stazione:
- puoi raggiungere Palazzo Calini ai Fiumi in taxi (circa 10 minuti),
- oppure utilizzare la metropolitana (fermata “Vittoria”), a pochi minuti a piedi dal palazzo.
In auto
Brescia è facilmente raggiungibile tramite l’autostrada A4 Milano–Venezia.
- Uscita consigliata: Brescia Centro.
- Seguire poi le indicazioni per il centro storico.
Si consiglia di parcheggiare in uno dei parcheggi pubblici nelle vicinanze, come quelli di Piazza Vittoria o Piazza Tebaldo Brusato.
⚠️ Attenzione: l’area di Palazzo Calini ai Fiumi è soggetta a Zona a Traffico Limitato (ZTL).
Con i mezzi pubblici
Dal centro città è possibile arrivare facilmente al palazzo con:
- la metropolitana (fermata “Vittoria”),
- oppure con gli autobus urbani (linee 2, 7 e 10) con fermata in Corso Magenta o Via Tosio, a pochi minuti a piedi.
Teatro Grande
Il Teatro Grande di Brescia è uno dei più importanti teatri storici italiani e rappresenta, da oltre tre secoli, il cuore della vita culturale della città. Le sue origini risalgono al Seicento, quando l’Accademia degli Erranti, istituzione fondata intorno al 1640 e composta dalla nobiltà bresciana diede impulso alla creazione del primo teatro pubblico cittadino, rispondendo alla crescente diffusione del melodramma e alla necessità di spazi aperti alla collettività.
Il primo Teatro degli Erranti fu inaugurato nel 1664; ad esso seguirono altre strutture fino alla realizzazione dell’attuale edificio, ricostruito nella sua parte interna tra il 1806 e il 1810 e denominato “Grande” in onore di Napoleone. Da allora il Teatro si è affermato come il principale palcoscenico cittadino, ospitando i più grandi interpreti della lirica e della musica internazionale.
Nel corso del Novecento il Teatro Grande ha consolidato il proprio ruolo anche a livello nazionale, fino a essere riconosciuto negli anni Settanta come Teatro di Tradizione, titolo che ne certifica il valore culturale, sociale e formativo, oltre al forte radicamento nel territorio.
Con una storia ininterrotta di oltre 300 anni, il Teatro Grande sorge nello stesso luogo del primo teatro pubblico di Brescia. L’edificio presenta un assetto architettonico complesso, risultato di secoli di trasformazioni, che unisce armoniosamente elementi seicenteschi, settecenteschi e ottocenteschi. La facciata storica affaccia su Corso Zanardelli e introduce a un articolato percorso interno che comprende la monumentale scalinata, la Sala delle Statue, il Ridotto (foyer) e la sala teatrale.
La Sala delle Statue, recentemente restaurata, accoglie il pubblico con un peristilio monumentale e una volta settecentesca a cassettoni riportata alla luce dopo oltre 150 anni. Qui sono esposti busti dedicati a grandi figure della cultura musicale e teatrale, tra cui Giuseppe Verdi e Arturo Benedetti Michelangeli.
Il Ridotto, realizzato nel XVIII secolo come sala dell’Accademia degli Erranti, è uno degli esempi più raffinati dell’architettura teatrale settecentesca bresciana. Un tempo luogo di incontro, conversazione e intrattenimento, oggi è il foyer del Teatro e uno spazio di rappresentanza di straordinaria eleganza.
La sala teatrale, progettata dall’architetto Luigi Canonica e inaugurata nel 1810, segue il modello classico del teatro all’italiana: pianta a ferro di cavallo, cinque ordini di palchi e gallerie, decorazioni neobarocche ottocentesche e una straordinaria resa acustica. Il Palco Reale, unico elemento decorativo superstite dell’originario impianto neoclassico, conserva una raffinata ornamentazione del primo Ottocento.
Il Teatro Grande è legato a momenti fondamentali della storia della musica: memorabile è la “rinascita” di Madama Butterfly, che dopo il fiasco alla Scala trovò qui, nel 1904, il primo grande successo sotto lo sguardo di Puccini e del Re Vittorio Emanuele III. Nel corso del tempo il Teatro ha ospitato artisti come Toscanini, Maria Callas e Luciano Pavarotti, diventando un punto di riferimento assoluto per la lirica.
Oggi il complesso teatrale comprende anche spazi polifunzionali come il Salone delle Scenografie, ricavato dall’antico soffittone, destinato a prove, conferenze, incontri ed eventi. Dal 2010, con la nascita della Fondazione del Teatro Grande di Brescia, la programmazione si è ampliata a tutti i linguaggi dello spettacolo dal vivo, mantenendo l’opera lirica come elemento centrale e affiancandola a concerti, danza, progetti speciali e iniziative culturali.
Luogo di memoria, bellezza e innovazione, il Teatro Grande è oggi uno spazio vivo e aperto, capace di coniugare il prestigio della sua storia con una vocazione contemporanea, rendendolo una sede di assoluto valore per eventi culturali, istituzionali e congressuali di alto profilo.
Palazzo Calini ai Fiumi
Palazzo Calini ai Fiumi è sede del Dipartimento di Giurisprudenza.
Edificato nei pressi della convergenza di due antichi corsi d’acqua urbani – Bova e Dragone – palazzo Calini ai Fiumi è il risultato di una plurisecolare sedimentazione di corpi di fabbrica che la nobile famiglia bresciana acquistò e ristrutturò a più riprese.
Il complesso ebbe inizio ancora nel XV secolo sopra il terraglio della cerchia del primitivo Comune, per iniziativa della famiglia Avogadro di Valtrompia. Della dimora originaria degli Avogadro rimangono alcuni saloni tardo-gotici, di cui quello terraneo con portale ad arco ogivale su vicolo dell’Anguilla, ora sala di lettura degli studenti di Giurisprudenza, ebbe funzione di “portico delle ferrarezze”.
Il corpo verso via Battaglie fu invece ristrutturato dai Calini alla metà del Cinquecento, con un loggiato a capitelli a campana ed ariose arcate a sesto intero.
La porzione di fabbricato in angolo tra via Battaglie e via Nino Bixio, con corticella monumentale e fontana a motivi neo-egizi, rimane ad oggi il settore architettonicamente e stilisticamente più unitario dell’intero complesso con sovralzo a baltresca veneziana, che domina il paesaggio cittadino.
Fonte: https://www.unibs.it/it/ateneo/organizzazione/sedi/palazzo-calini-ai-fiumi
Museo Diocesano
Il Museo Diocesano di Brescia ha sede nello storico complesso conventuale di San Giuseppe, a pochi passi da Piazza della Loggia, nel cuore di una delle aree più significative del centro cittadino. La sua storia è strettamente intrecciata alle trasformazioni urbane, religiose e sociali della città a partire dal XVI secolo, quando, dopo il ritorno di Brescia sotto il dominio della Serenissima nel 1516, Venezia avviò un profondo intervento di riorganizzazione difensiva che comportò l’abbattimento di numerosi edifici e conventi lungo il nuovo circuito delle mura.
Fu proprio in questo contesto che i Francescani Minori dell’Osservanza, privati delle loro precedenti sedi, individuarono come nuovo luogo di insediamento l’area della cosiddetta Curia dei Fabii: una zona allora degradata ma strategica per il riassetto urbano del centro cittadino. La presenza del convento contribuì in modo determinante alla riqualificazione dell’area, accompagnando la nascita della Brescia rinascimentale e favorendo una nuova organizzazione della vita sociale.
La chiesa e il convento di San Giuseppe furono completati nell’arco di circa un secolo e rimasero sede dei Francescani fino al 1810, quando l’Ordine venne soppresso e il complesso incamerato dal Demanio. Seguirono nel tempo alterne vicende di proprietà tra Stato e Diocesi, fino al 1973, quando il chiostro maggiore fu acquisito dalla Diocesi di Brescia con l’obiettivo di destinarlo a sede museale. Il Museo Diocesano venne istituito ufficialmente nel 1978 per volontà del vescovo Luigi Morstabilini; nel 1995, al termine di un importante intervento di recupero, il chiostro maggiore divenne la sede definitiva del Museo. Dal 2010 il Museo Diocesano di Brescia è riconosciuto civilmente come Fondazione di Religione e di Culto.
Oggi il Museo si presenta come un luogo di straordinario valore storico, artistico e spirituale, ospitato in un elegante edificio cinquecentesco articolato attorno al grande chiostro principale, spazio di grande fascino e suggestione. La Fondazione Museo Diocesano opera senza fini di lucro e persegue finalità di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio storico-artistico ecclesiastico, inteso come strumento di formazione culturale e di trasmissione dei valori religiosi.
Il percorso espositivo permanente si sviluppa in oltre venti sale recentemente rinnovate, con un allestimento contemporaneo, nuova illuminazione e un approccio sempre più multisensoriale. Le collezioni comprendono circa 200 opere selezionate da un patrimonio di oltre 2.000 manufatti e sono articolate in quattro grandi sezioni: pittura e scultura, codici miniati, oreficeria sacra e tessuti liturgici.
Il nucleo pittorico offre un itinerario di grande rilievo che attraversa cinque secoli di storia dell’arte, dal Trecento al Settecento, con capolavori quali la Madonna col Bambino di Paolo Veneziano, il Polittico di Sant’Orsola di Antonio Vivarini e opere di maestri come Romanino, Moretto, Tintoretto e Tiepolo. Di particolare pregio sono anche la raccolta di codici miniati, con manoscritti risalenti fino al XII secolo, e la collezione di oreficeria sacra, documentata a partire dal XV secolo.
Uno dei nuclei più rilevanti del Museo è la collezione dei tessuti liturgici, tra le più importanti in Italia, inaugurata nel 2007 e composta da circa cento paramenti di eccezionale valore, con magnifiche tessiture veneziane e francesi e raffinati esempi dell’arte del ricamo.
Grande attenzione è riservata anche ai temi dell’accessibilità e dell’inclusione: il Museo Diocesano promuove un percorso permanente per non vedenti e ipovedenti e una sala multisensoriale dedicata al Moretto, rendendo il patrimonio fruibile attraverso l’esperienza dei sensi.
In dialogo con il presente, dal 2024 il Museo ospita una nuova sezione interamente dedicata a San Paolo VI, pontefice bresciano, che racconta la sua figura e il suo pontificato attraverso oggetti personali, paramenti e opere d’arte. Completano l’offerta culturale importanti interventi di valorizzazione dell’arte contemporanea, come il riallestimento de L’Ultima Cena di Franca Ghitti, posta in dialogo con il refettorio monumentale del complesso.
Luogo di memoria, dialogo e ricerca, il Museo Diocesano di Brescia si configura oggi come uno spazio culturale di eccellenza, capace di coniugare arte, spiritualità e contemporaneità, e come una sede di grande prestigio per incontri, eventi e iniziative culturali di alto profilo.
Chiesa di San Cristo
Il visitatore in sosta ammirata delle rovine del Foro Romano nei vicoli del Fontanone e Deserto, si ritrova improvvisamente davanti alla bianca facciata della chiesa di Santa Giulia, prestigioso Monastero Benedettino ora Museo. Subito il pensiero corre alla sorte dell' infelice Ermengarda (o Desiderata) " sparsa le trecce morbide "come nell' Adelchi del Manzoni, che morì in questo monacale ritiro accanto alla sorella badessa Ansberga, dopo il ripudio dello sposo Carlo Magno.
Mentre ammira la candida facciata rinascimentale su via G. Piamarta, si trova ai piedi di una scalinata in rapida ascesa per una chiesa dalla facciata di elegante semplicità, ornata di un mirabile portale rinascimentale.
Un cartello la indica come Chiesa di S. Cristo, denominazione inconsueta e strana al forestiero, ma familiare ai Bresciani, qualche volta confusa con la parrocchiale di Cristo Re in borgo Trento. Il nome esatto è Santo Corpo e Sangue di Cristo o del Corpus Domini: pare sia la prima chiesa al mondo esclusivamente dedicata all' Eucaristia.
Affrontata l'erta salita e varcata la soglia si è avvinti da muto e ammirato stupore, avvolti da una festa di figure e colori che si dispiegano dalle pareti al soffitto. Si percepisce all' istante di trovarsi di fronte a un ciclo pittorico di notevole vastità, un vero compendio di teologia popolare sul modello delle note "biblia pauperum" del Medioevo, un unicum a ragione definito la Cappella Sistina di Brescia: in effetti la volumetria dell'interno, il contro soffitto a costoloni con le pareti completamente affrescate e il motivo dominante del Giudizio Universale sull' arco trionfale fanno rimandare al più celebre capolavoro michelangiolesco.
La chiesa e il relativo convento vennero costruiti a ridosso del Teatro Romano in pieno centro antico sull'area di due preesistenti edifici sacri ancora in sito nel XV secolo: la Chiesa di S. Pietro in Ripa, dove abitarono i monaci di S. Agostino e più tardi le canonichesse dello stesso Ordine. e la cappella di S. Bartolomeo.
La Repubblica di Venezia, saldamente installata nel territorio bresciano dopo la battaglia di Maclodio del 12 ottobre 1427, attraverso il vescovo riformatore Domenico de Dominici chiama a Brescia i Gesuati per curare le malattie della città, in particolare la peste, conseguenza delle lunghe guerre contro i Visconti di Milano.
Il papa Sisto IV nel 1474 concede S. Pietro in Ripa ai "Poveri di Gesù", come erano anche chiamati i religiosi, e la famiglia Martinengo Colleoni della Pallata contribuisce con 500 ducati d' oro, volendo fare di questa chiesa il luogo di sepoltura della casata.
Fonte: https://www.saveriani.it/note-storiche/355-introduzione
Visita 3D della Chiesa: https://www.saveriani.it/images/sancristo/index.html
Cantina Contadi Castaldi
La splendida Venezia fu per la Franciacorta il mercato di elezione per far conoscere i propri vini.
Sito web: https://www.contadicastaldi.it/it/

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